domenica 22 aprile 2012

Cronologia


Cronologicamente il "trainare" ha origini molto lontante, che possiamo far risalire alla scoperta della ruota. In realtà, si è ipotizzato che in età antiche il traino avvenisse ancor prima della scoperta della ruota tramite la slitta. In questo post si cercherà di mettere in evidenza le fasi principali che hanno portato alla nostra concezione attuale di traino.
  • 6000 a.C. Fu inventato l'aratro. L'addomesticamento dei buoi in Mesopotamia fornì un potente mezzo per trainare l'aratro.
  • 5000 a.C. Secondo gli studiosi nell'antica Mesopotamia i Sumeri inventano ruota per la lavorazione di vasellame.
  • 4000 a.C. Nella culura di Sredni Stong, in Ucraina, viene addomesticato l'equus caballus ed ha origine la storica alleanza tra cavallo e cavaliere.
  • 3000 a.C. I Sumeri addomesticano l'equus onager e lo impiegano per il traino di carri, modificati da precedenti traini per buoi. Il primo carro accertato nei documenti mesopotamici risale proprio a questo periodo, rinvenuto in un bassorilievo ad Ur denominato "il carro dei felini"
  • 1000 a.C. Nasce la cavalleria come forza militare, ma rimane arretrata per l'assenza di sellatura e soprattutto di staffe.
  • IX-X secolo Viene messa a punto una nuova tecnica di bardatura del cavallo. Il collare permette ai contadini di utilizzare il cavallo al posto dei buoi, dimezzando i tempi che occorrevano per le varie attività.
  • 1300 Viene progettata la prima vera carrozza per le nozze di Galeazzo Visconti e Beatrice d'Este.
  • 1769 Si cominciò a rimpiazzare la trazione animale con dei motori a vapore fissi che tramite corde trainavano file di carrelli da miniera. Le macchine a vapore semoventi di Nicolas Cugnot dimostrarono che era possibile generare l'energia necessaria al movimento di un mezzo direttamente a bordo dello stesso.
  • 1801 Richard Trevithick riuscì a costruire una locomotiva automotrice (locomotiva Coalbrookdale) adatta per il traino di carrelli..
Tutto il resto è storia moderna.

Fiabe

Tra le fiabe che si ricollegano al "trainare" la più famosa è senza alcun dubbio quella di Cenerentola, proveniente secondo alcuni dalla Cina, secondo altri dall'antico Egitto. Cito qui una parte del testo che spiega perchè questa fiaba può essere considerata simbolica per questo lemma:

" [...] La fata agitò la sua bacchetta magica verso di essa, e cantò: 'Salagadula, mencica bula, bibbidi-bobbidi-bu....' la zucca si alzò lentamente sul fusto, mentre i viticci arrotolandosi si trasformarono in ruote: in un attimo diventò una stupenda carrozza. 'Ora' disse la fata 'abbiamo bisogno di alcuni topi'. Quattro piccoli amici di Cenerentola si presentarono di corsa, ed ancora una volta la fata cantò le parole magiche mentre toccava i topi con la sua bacchetta. I topolini furono trasformati in quattro cavalli grigi pomellati che furono subito attaccati alla carrozza. Poi la fata trasformò il vecchio cavallo di Cenerentola in un superbo cocchiere ed il cane Tobia in un elegante valletto [...]"

Per le versioni complete di diversi autori, e in diverse lingue rimando al link.

mercoledì 18 aprile 2012

Francobolli

Ecco alcuni francobolli, provenienti rispettivamente da Repubblica di San Marino, Città del Vaticano e Cuba.



Letteratura

Ci sono diverse tracce del lemma trainare nella letteratura, in modo particolare in quella italiana.

Grazia Deledda ad esempio, in un passo del romanzo "Canne al vento" (capitolo 17) scrive:
" [...] Ma Efix rimise la testa giù e chiuse gli occhi, non perché offeso dagli scherzi dei suoi padroni ma perché si sentiva tanto lontano da loro, da tutti. Lontano, sempre più lontano, ma con un peso addosso, con un traino che non gli permetteva di andare avanti, di tornare indietro. Era peggio di quando si portava appresso i ciechi. [...]"

Luigi Grande invece, all'interno suo trattato "Diritto all'Ozio" scrive:
" [...] Mi parve di comprendere perché la mia vita mi appariva spesso come un pesante carro da trainare, perché il mio lavoro mi stancasse tanto: m'ero sempre negato e continuavo a negarmi quel riprender fiato che deriva soltanto dal dedicarsi a un'attività che non abbia scopi pratici e materiali, inutile e perciò pura; m'ero sempre vietato e continuavo imperterrito a vietarmi l'ossigeno che solo può darci il ricercare in noi stessi quel tanto di sogni giovanili che, sia pure come ruderi, l'anima nostra serba gelosamente in sé. [...]"

Lo stesso Luigi Grande, in un'altra opera intitolata "Gli Sbagli di Vostro Onore" (parte terza) dice:
"[...] Un carro di tal fatta è sempre un trabiccolo difficile da trainare, anche se ci si mettono gli stuoli di schiavi che costruirono le piramidi. [...]"

Più di recente, un gruppo di scrittori bolognesi, chiamati Wu Ming scrivono il romanzo "Manituana", all'interno del quale possiamo trovare il seguente passo:
"[...]Aprì gli occhi e riprese a muovere le braccia e a scalciare verso la superficie, si sentí trainare da una forza invisibile.[...]"


Grazia Deledda - Canne al vento, Mondadori, 2001

Wu Ming - Manituana, Einaudi, 2007




sabato 14 aprile 2012

Aforismi

Ecco alcuni aforismi di personaggi più o meno famosi:

"Alcune persone vedono un'impresa privata come una tigre feroce da uccidere subito, altri come una mucca da mungere, pochissimi la vedono com'è in realtà: un robusto cavallo che traina un carro molto pesante."
Wiston Churchill

"I politici sono le mosche cocchiere di una carrozza trainata dal popolo, sulla quale siedono i boiardi di Stato."
 Carlo Enea Pezzoli






venerdì 13 aprile 2012

Mitologia

Nella mitologia il carro ebbe molta importanza, in modo particolare per la sua funzione trainante. Era l'elemento che univa il cielo e la terra.
Il dio Elio ad esempio viene rappresentato alla giuda del carro del sole,  una quadriga tirata da cavalli che soffiano fuoco dalle narici. Il carro sorgeva ogni mattina dall'Oceano e trainava il sole nel cielo, da est a ovest.
Per i greci particolare importanza la ebbe il drago: egli trainava il carro di Cerere, custodiva l'Orto dell'Esperedi e il Vello d'Oro.
Infine, tracce di corse con carri trainati da cavalli si trovano nella mitologia greca, ad esempio nella sfida tra Pelope ed Enomao ad Olimpia.

Eos o Aurora, era la Dea che dischiudeva le porte al Giorno. Dopo aver attaccato il carro di suo fratello Elio, Febo o il Sole, “colui che è destinato a diffondere la luce nell'universo” lo precedeva con il suo.
Carro di Cerere

Rappresentazione iconografica corse dei carri


Biblioteca

Diverse sono i libri che trattano di questo tema. Tra più interessanti se ne possono ricordare principalmente due. Il primo è "L'aratro nei tempi" scritto da Giuliano Cesarini e Gun Lundborg, una pubblicazione che tratta dell'evaluzione dell'aratro, principalmente come mezzo di traino, tramite l'iconografia di tutti i tempi.


Un altro libro altrettanto interessante è "Carrozze - Tradizione ed eleganza delle redini lunghe" di Carlo Gnecchi Ruscone, che è la prima opera esistente interamente dedicata alla tradizione dell'arte della guida con le redini lunghe.